Il potere interiore dell'autoritratto


Visibilità, autoritratto, presentarsi e stare bene nella nostra pelle.



Da persona riservata e solitaria quale sono (sì, socievole… ma amo molto stare da sola) il concetto di “visibilità” mi ha sempre fatto un po’ timore...

Treccani online definisce la visibilità con un lungo articolo che parte dall’arte, accennando alla Teoria dell’Arte Pura, elaborata a fine ‘800.

Poi fornisce anche la definizione in fisica:

“La condizione in cui si trova un oggetto che può essere percepito dall’occhio"...

Io penso che nel nostro mondo, se riporto tutto alla necessità di essere presenti online, in qualche modo essere "visibili" sia un concetto strettamente correlato al permettere a se stessi di essere visti.

E questo è qualcosa che nella mia carriera di fotografa e coach ho osservato essere una delle questioni con cui le persone fanno davvero fatica a fare “pace”, anche per tutta la loro vita.

A me è successo di:

  • Non sentirmi a mio agio “nella mia pelle”;

  • Sentirmi timida, insicura;

  • Volermi nascondere dalla visibilità che poteva arrivare dal mondo online...

Ma poi...


è arrivata la folgorazione per il Ritratto e l’Autoritratto e ho compreso che fare autoritratto è davvero uno strumento di auto-consapevolezza per scoprire e riscoprire continuamente il mio vero io e quello che ho dentro.

Per questo motivo sento spesso il bisogno di mettermi da sola davanti all’obbiettivo.

Non solo per capire e sentire cosa provano le mie clienti e i miei clienti quando sono seduti sulla “sedia che scotta” in studio, davanti alla mia macchina fotografica,


ma anche,


come elemento per raccontare di me in modo diverso, alternativo alle parole.

La cosa più importante mi sono “concessa” di essere vista e, di conseguenza la mia attività si è trasformata e, soprattutto, la mia autostima è aumentata.

L’autoritratto permette di certo, ma solo se lo provi entrando in un percorso serio di introspezione, di ricominciare a sentirti sicura del tuo corpo indipendentemente da tutti gli stereotipi derivanti dalla società e dai canoni estetici imposti dalla comunicazione visiva negli anni.

Posso dirti che ora ho un’abbondante cartella piena di autoritratti che amo, sempre in crescita…

ma non è solo questo…

è qualcosa di più che unisce lo sguardo e l’azione, la voglia di raccontarsi e ascoltare...

… è la consapevolezza acquisita che avevo bisogno di fare il lavoro interiore che supporta le scelte e i cambiamenti migliori.


E tu, quali scelte stai facendo per tornare a volerti bene?



IPA - International Photography Awards

Well (un)Known Land di Federica Nardese

Honorable Mention 2021, categoria Self-Portrait


Per chi ama gli Statement e i significati delle opere che vede, riporto sotto lo statement che ho scritto per presentare questa immagine di autoritratto al concorso.


(Ricordati di andare a leggere anche il mio post su come si scrive un artist statement d'effetto e efficace: il mio blog post più letto di sempre in assoluto dal quale puoi anche scaricare la guida alla scrittura dello Statement iscrivendoti alla newsletter)



Well (un)Known Land - Artist STATEMENT


"Il mondo esterno si rivela attraverso i sensi sempre in modo diverso, perché ognuno percepisce le cose e le persone in modo diverso; siamo sempre mossi da intenzioni soggettive.


Gli autoritratti per me sono quindi il processo di partenza per mettere insieme il mondo presente, i ricordi e le fantasie per dare forma alle mie intenzioni interiori.

Di conseguenza posso ritrovarmi in una narrazione potente, che mi rivela aspetti della mia esistenza che fino a quel momento erano rimasti inespressi.

La mia intenzione di girovagare per quella terra ben (s)conosciuta che è la mia stessa anima offre all'osservatrice un modo per "sentire" il ritratto a suo piacimento."





autoritratto emozionale con farfalle: viso di donna sfocato con delle texture in sovrapposizione. intorno al viso volano delle farfalle simbolo di cambiamento

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