Parlare in pubblico? Aiuto!

La mia "paura" è la mia essenza, e probabilmente la parte migliore di me stesso.

F. Kafka


Comfort Zone

I momenti in cui esci dalla tua comfort zone sono quelli in cui hai più bisogno di una dose "extra" di fiducia.

Tu come te la cavi con la capacità di stare tranquilla in situazioni in cui devi "mostrarti"?

Sei una che si libera velocemente da quell'ansia o la vivi con più tensione e insicurezza?


Io da ragazza ero davvero timida. In alcune situazioni potevo SENTIRE fisicamente il rossore salire dal ventre fino al viso.

Preferivo rendermi poco visibile. Forse per questo ho preso in mano la macchina fotografica: mi serviva per nascondermi pur mantenendo e creando relazioni con chi fotografavo.


Ora, sono passati tanti anni, mi sento molto cambiata, paradossalmente proprio grazie alla fotografia.

Dico spesso che la fotografia (e il business relativo che ho creato) mi ha fatto venire "la faccia di tolla".


Eppure ci sono delle occasioni in cui quella timidezza a volte ritorna in forma di ansia.

Per esempio, quando devo parlare in pubblico mi serve sempre una bella dose di coraggio... e ho osservato una cosa.

Il mio corpo mi chiede di focalizzarmi su di me.

Ci sono dei momenti poco prima della performance (che sia una presentazione del mio lavoro in pubblico, iniziare una masterclass di ritratto o entrare in aula di formazione) in cui la tensione si scioglie esattamente nel momento in cui inizio.

Prima ho bisogno di non pensare a niente altro: se vado a cena prima di una presentazione e parlo coi commensali, c'è un momento in cui ho bisogno di chiedere un momento per me e si tratta del tragitto tra la fine della cena e l'avvio della presentazione.

Il bagno, per esempio, è un luogo sacro di respirazione in quel momento che precede "il palco".


In alcuni momenti ho pensato "ma chi te l'ha fatto fare?" per rendermi conto poco dopo che quello che mi spinge è la voglia di raccontare e sentire le vostre storie.




L'entusiasmo

La motivazione del "farlo e basta" perché va bene così e sarà giusto perché è fatto col cuore.


Lo stesso mi capita ogni volta prima di un servizio.

Devo arrivare prima in studio.

Fare un briefing con Paola o col team se c'è anche qualcuno che mi assiste.

E poi trovare un momento per fermarmi e raccogliere i pensieri e le energie.

Un momento per svuotarmi di me e fare posto a te, che meriti tutto il mio tempo e la mia energia in quel tempo a te dedicato.