Mi dimentico di te e per questo ti chiedo scusa.

Di recente sono stata dalla mia collega e amica Marija Obradovic Portrait per il mio servizio fotografico.

Mi sono regalata questa esperienza nell'anno dei miei 40 (20+20 a dire il vero XD) per due motivi principalmente.


1. Stare davanti alla macchina fotografica è molto diverso e, secondo me, molto più difficile, rispetto a fotografare qualcun altro, per questo ho voluto rimettermi davanti all'obiettivo, perché solo provandolo in prima persona posso capire cosa provi tu, mia cliente, quando sei tu a farti fotografare da me.


Nello specifico:

- Fare la fotografa è una questione di competenze tecniche, empatia, preparazione, professionalità, capacità di contenimento e esplosione di espressività verso il cliente, non necessariamente ogni fotografo/a ha in mente questo aspetto "relazionale" della seduta di ritratto.

Io voglio averlo in mente perché so che che farsi fotografare è tutt'altra storia che fotografare.

Stare davanti all'obiettivo senza alcuna consapevolezza di quali espressioni stai facendo, come muoverti, come e se sorridere o (per me è più difficile questa) stare seria, è una cosa davvero difficile. Lo è stato per me con Marija, nonostante la mia lunga esperienza nel posare i clienti.

Per questo ho scelto una fotografa brava, preparata, con uno studio stupendo e che mi ha dedicato tutto il tempo che serviva per mettermi a mio agio e farmi stare bene.

Dato che farti stare bene è il proposito con cui ti accolgo sempre in studio non potevo non provare io stessa cosa vuol dire farsi fotografare.

Voglio che che tu stia bene e viva una esperienza DI VALORE per te stessa.

Questo va oltre la "semplice" fotografia.


2. Il secondo motivo per cui ho scelto di fare questa esperienza è più personale.

Mi sono accorta che ho poche foto di quando ero più giovane e questo non mi è piaciuto. Vorrei avere dei ricordi da guardare con gioia e agrodolce malinconia quando sarò più vecchia e voglio ricordarmi delle cose belle e delle esperienze vissute in ogni periodo della mia vita.

Il tempo passa con un ordine lineare sulla terra, non abbiamo ancora la capacità di tornare indietro, per questo ho scelto di dedicarmi una giornata nel mezzo del cammin di "nostra" vita per "uscir a riveder le stelle".


L'imprevisto perché.

Nel mentre, però, ho scoperto una cosa che non mi aspettavo, che è arrivata come una consapevolezza solo dopo aver ricevuto le foto pronte da Marija e dei commenti da alcune delle amiche/colleghe fotografe.

Ovvero... una mi ha detto: "Queste sono le foto di te più belle che ho visto finora".


Improvvisamente, grazie a questo commento, ho capito una cosa.

Queste nuove foto non sono "più belle" di quelle precedenti, sono solo diverse.

Diverse perché io sono diversa da quella che ero l'anno scorso.


In questo autoritratto che mi sono fatta in studio fatto a fine 2018 dopo una lunga giornata di lavoro, prima di sistemare lo studio e andare a casa, mi vedo con la consapevolezza timida di una che "ci stava provando" a fare quello che ama e a realizzare un sogno professionale lungo oltre 20 anni.

Quando le ho viste sul retro della macchina fotografica ero emozionata perché mi sono vista circondata dal sogno che ero riuscita a creare, finalmente.

Ma io mi conosco e quello è lo sguardo di una persona che ha ancora accenni di insicurezza dentro. Fiera e felice ma che "ci sta provando".


"Bruciando ricordi ed essendo sincero Rimango presente ma non sono com'ero"

~ Tiziano Ferro



Ecco, nelle foto di oggi, mi vedo come una che non ci sta provando. Sono una che "lo sta facendo" anche quando è difficile, fluttuante, deprimente, stancante...

Lo sto facendo perché ne vale la pena e so che oltre alle difficoltà c'è tanta bellezza.

Lo sto facendo, se ci sto riuscendo lo scopriremo solo vivendo, ma non è quello che mi interessa ora.


Il passaggio da "ci sto provando" a "lo sto facendo" per me è un cambiamento fondamentale che ho scoperto, in modo imprevisto, scegliendo di prenotare una sessione di ritratto tutta per me.

photo: Marija Obradovic Portrait | Ferrara


Per cui, ORA, cosa mi sento di consigliarti:


Ho capito che spesso invito le mie clienti a fare lo sforzo di "concedersi un momento per loro stesse e provare questa esperienza", sapendo che è una esperienza forte.

A volte forzo la mano perché so che è forte ma è anche stupenda... però mi dimentico di te e per questo ti chiedo scusa.


Se non ti senti pronta forse effettivamente c'è qualcosa in te che ancora non è pronta a vedersi com'è e quindi non starò qui a dirti che non è così, perché se non sei pronta non lo sarai solo perché te lo dico io.


Quello che voglio invitarti a fare è provare a farlo nonostante il fatto che tu non ti senta pronta perché in questo momento è tutto quello che hai.

Quando ti rivedrai in quelle foto fatte in questo momento in cui non sei pronta e le potrai magari mettere a confronto con altre foto fatte in un momento successivo della tua vita in cui invece lo sei, avrai una possibilità di paragonare le due e di fare un bilancio della differenza. Questa è sempre una cosa positiva per lo sviluppo, la crescita e la capacità di sostenere il cambiamento.


L'esplorazione di mondi immaginali la sento dentro. La propongo alle clienti tramite la fotografia e il counseling. Oggi, però, sento di averla davvero compresa.

La tua visualstory, la tua storia immaginale parte dall'accettazione di quella che sei.

Ora.

Perché è tutto quello che hai e sarà il metro di paragone della bellezza in divenire.


photo: Marija Obradovic Portrait | Ferrara


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