Marketing strategico: qualche segreto.


Il 21 maggio ho intervistato Luigi de Seneen per la mia rubrica L’ospite di oggi. Per chi non ha visto il video, scrivo questo post per non perdere tutti i contenuti interessanti che sono usciti da questa bella conversazione.

Ecco qua anche il video per chi volesse ascoltare tutto:




Luigi si occupa di Marketing Strategico con una grande esperienza nella vendita e nelle PR.

Per questo motivo le tematiche che più mi stava a cuore indagare con lui sono:

  1. Come il personal/self branding impatta o può impattare le strategie di marketing per professionisti e freelance?

  2. Elementi che “fanno la differenza” nelle relazioni: quali sono i principali punti di forza di chi instaura relazioni efficaci anche a scopo di business?

  3. Ci sono metodi o strategie più validi di altri di comunicare il proprio valore?

  4. Se ci fossero, secondo lui, delle competenze “post-covid” da coltivare più di altre per fare la differenza in questo “nuovo mondo”

Ecco qualche elemento emerso dall'intervista, stile “bullet point”, facile da leggere e da ricordare.


Punti di attenzione che vi possano essere utili come “reminder” su questi temi e come piccole strategie che potete subito mettere in atto nel vostro lavoro e vita personale se volete.

  1. Importanza dell’immagine Questa parte è basilare perché l’immagine che ognuno vuole comunicare, specie sui social, non è mai “neutra”. Ognuno sceglie di mostrarsi per quello che vuole far vedere di sé e del suo brand ma molto spesso l’efficacia di questo mostrarsi dipende molto dalla “confezione” che viene data al contenuto, specie quando siamo tutti soggetti a uno scroll dei nostri feed e timelines molto rapidi. Se nell’ordine dei 3 secondi una persona decide se bloccarsi davanti al tuo contenuto per approfondire, diventa chiaro che hai bisogno di far vedere qualcosa di bello, o di innovativo, o dirompente o molto curato... Non c’è una formula magica al tipo di immagine che dai. Quello che è importante è la coerenza col tuo messaggio e che sia allineata con una strategia più ampia di comunicazione.

  2. Imprinting: siamo come un libro Nasciamo tutti da una visione: siamo attratti dalle immagini. “L’apparenza”, in questo contesto comunicativo, diventa sostanza creativa. Curare la propria immagine di brand, che poi diventa anche personal branding, non è un atto di vanità ma un elemento basilare per farsi riconoscere e determinare il proprio stile. Questo riguarda sia le immagini che il testo sia nella forma (font, caratteri, ecc...) che nel modo in cui il testo viene scritto. Come quando compri un libro e lo acquisti anche per la copertina, quanto è bella, che sensazioni tattili di trasmette, che colori e grafiche ha, lo stesso succede con i professionisti e i brand sul web: vieni attirato da una bella copertina, approfondisci con la quarta di copertina col testo (com’è scritto e com’è impaginato) e acquisti perché hai compreso che puoi trovare dentro del valore. Il tutto nasce da una prima apparenza. Che conta.

  3. Uno dei modi più efficaci per raccontarci: l’ascolto Per raccontarti dovresti ascoltare il tuo cliente. Sembra un paradosso, invece è proprio dall’attenzione ai bisogni del cliente che derivano elementi utili a impostare e raffinare le proprie strategie di servizio. La capacità di creare empatia e fiducia è una grande sfida per tutti che prende sempre maggiore importanza nel mondo digitale così rapido e immediato. Non c’è niente di nuovo in questo concetto, la letteratura manageriale di diverse provenienze e fonti, da decenni, parla dell’importanza dell’ascoltare. Tuttavia, ancora oggi questo aspetto viene spesso sottovalutato da organizzazioni e professionisti, privilegiando alcuni altri tipi di strategia che portino a risultati sul breve periodo. Le strategie migliori sono quelle che lavorano sul breve o sul lungo periodo? Chi è “in business” da anni ed è sempre costante sul mercato, secondo l’esperienza e osservazione dal punto di vista di Luigi, è chi ha saputo piantare dei semi che crescono e danno frutti più lentamente ma che rimangono nel tempo. Tra i semi più “giusti” abbiamo individuato:

  • la capacità di ascolto dei bisogni del cliente che porta a un servizio dedicato e di qualità;

  • la capacità di coltivare le relazioni come asset strategici sul lungo periodo e non in logica opportunistica;

4. Competenze post covid?

Lo chiedo a tutti i miei ospiti delle live: quali competenze pensi saranno più utili in questo momento strano che ci sta capitando? La risposta di Luigi è provocatoria e interessante: LE competenze. Prima di tutto. In questo senso competenze come sinonimo di qualità e di cura verso la propria formazione e preparazione professionale e verso l’offerta che puoi fornire al tuo cliente. Per cui, come in un circolo virtuoso chiudiamo l’intervista dal punto in cui l’abbiamo iniziata: la presenza nelle relazioni che creano valore significa coltivare con costanza le competenze che determinano, attraverso la cura della tua immagine esteriore e del tuo valore interiore, i risultati migliori per te e per i tuoi clienti.

Niente arriva per caso, e se succede in genere dura poco; tutto quello che porta risultati costanti è dato dalla perseveranza, dalla preparazione e dalla capacità di navigare i momenti creando anche dei “mix” strategici che ascoltino il mercato di riferimento per adeguarsi senza necessariamente conformarsi.

Luigi ha piacere anche di farti un altro regalo oltre al tempo che ci ha dedicato: a questo link https://bit.ly/deSeneen_eBook

puoi scaricare gratuitamente un eBook sul personal branding.


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