La creatività è un lavoro inutile?


Libere professioniste di tutti i luoghi unitevi, proviamo a rispondere a questa annosa domanda.


La creatività è un lavoro inutile?

La creatività è un lavoro in più?


Come essere più creative quando quello che abbiamo da fare ci sembra già "fin troppo"?


Per rispondere, parto da due definizioni, perdonate la mia vena accademica che mi porta a iniziare così una tesi.


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Cos'è la creatività?


Treccani ce la definisce così:


creatività s. f. [der. di creativo]. – Virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia. In psicologia, il termine è stato assunto a indicare un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.


La creatività è quindi una virtù... ma anche qui mi viene da chiedermi cosa sia una virtù:


Sempre il dizionario Treccani online ci rimanda una lunga definizione dalla quale prendo solo quella che ci interessa in questo caso:


2. ant. o letter. Facoltà, capacità, potenza, soprattutto con riferimento a singole facoltà psichiche e intellettuali: v. visiva, auditiva; Innata v’è la virtù che consiglia (Dante), la ragione; Ma non può tutto la virtù che vuole (Dante), la volontà; fissi li occhi al sole oltre nostr’uso. Molto è licito là, che qui non lece A le nostre virtù (Dante); nel medesimo tempo si troveranno essere destituiti della naturale virtù immaginativa (Leopardi); è limitata all’uso ant. la locuz. in virtù, nel sign. di in potenza (cfr. virtuale): e in virtute Ne porta seco e l’umano e ’l divino (Dante). 3.a. Con sign. vicino a quello che ebbe la parola ἀρετή presso i Greci, capacità di compiere una determinata opera o funzione, possibilità di raggiungere un dato scopo: O isplendor di Dio ... Dammi virtù a dir com’io il vidi! (Dante); e riferito a cose: A cura delle quali infermità né consiglio di medico né virtù di medicina alcuna pareva che valesse (Boccaccio). In partic., con riferimento a erbe, acque e altri corpi o sostanze, proprietà attiva: un’acqua con v. medicinali; Né li giova a sanar sue piaghe acerbe Perch’e’ conosca la virtù dell’erbe (Poliziano). Con riferimento a poteri straordinarî: la v. di una formula magica; Egli aveva l’anello assai caro ... per alcuna vertù che stato gli era dato a intendere ch’egli avea (Boccaccio); quindi anche all’influsso esercitato dagli astri e dai cieli: questo cielo non ha altro dove Che la mente divina, in che s’accende L’amor che ’l volge e la virtù ch’ei piove (Dante).



La creatività è quindi una forza dal potere straordinario con la quale siamo capaci di compiere una determinata opera o funzione, che ci fornisce la possibilità di raggiungere un determinato scopo.