3 tematiche per ripartire

Competenze creative per ripartire o riposizionarsi post-covid


A fine aprile ho lanciato i 3 giorni creativi, che invitano a iniziare a guardare da quella parte per quello che puoi fare da sola.

Sono 3 giorni in cui ti guido via email su 3 tematiche fondamentali:


1. Recupera i tuoi poteri creativi

2. Fissa i tuoi perché (e i tuoi obiettivi)

3. Ritrova qualche punto di contatto col tuo mondo interiore


Si tratta di un percorso di auto formazione che ha lo scopo di sperimentare alcune pratiche e tecniche che aumentano e “allenano la creatività” lavorando sui tuoi mondi interiori e tirando fuori la bellezza che hai dentro.


Il percorso è completamente gratuito e si svolge online, comodamente al tuo ritmo, partendo dalla tua casella email. Ogni giorno, per 3 giorni, ti mando una email con delle istruzioni e una parte teorica su cui basare la parte pratica.

In ogni giorno creativo ci sono almeno due tracce di esercizi e alcuni bonus dal blog su cui continuare a riflettere per lavorare sulla tua creatività.


La dimensione creativa è qualcosa di fondamentale perché è in quello spazio che si creano le competenze che ci rendono VERI esseri umani in grado di sostenere le sfide del nuovo periodo che ci sta capitando davanti.

Penso che siano le competenze che ci rendono credibili e autentici, al di là di quello che possiamo fare a livello tecnico, tu cosa ne pensi?


Credo anche, e fortemente, che la dimensione creativa ci aiuti a raccontarci con più consapevolezza, cosa che amplia gli orizzonti e ci rende capaci di superare le nostre tempeste interiori.


Se vuoi unire i 3 giorni creativi a una esperienza di ritratto fotografico, non perderti #vogliadirinascita


Ho letto in questi giorni, non ricordo dove purtroppo, una frase di Murakami che risuona fortemente in me e in quello in cui credo:


E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. È una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. È il tuo sangue, e anche sangue di altri. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.

Aruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi 2008).



Quando ho preparato questo percorso, non sapevo neanche io cosa aspettarmi e come le persone avrebbero potuto accoglierlo, se lo avessero accolto.


La nuova me, quella che è uscita dal vento qualche mese fa, diversa, ha solo creduto nel valore di questo percorso e lo ha lasciato andare nel mondo.

Ho fatto bene.




Senza particolare promozione, si sono iscritte quasi 100 persone e molte mi stanno scrivendo i loro pensieri e le loro conquiste facendo gli esercizi.

Le mail che mi arrivano sono commoventi e capisco che questo è un percorso che ha un grande valore.


È quello che io volevo darti.

Qui ti metto qualche brevissimo estratto da alcune email che mi sono arrivate con gli esercizi fatti e con le riflessioni delle partecipanti...








Allegandoti i risultati del primo giorno, su cui rimetterò mano i prossimi giorni, non posso fare altro che ringraziarti, perché questa esperienza mi sta regalando molto. Ritornerò sul tutto sicuramente domattina, dopo un buon sonno.
Buongiorno Federica! Come da esercizio, mi sono addormentata e svegliata con dei pensieri. ...

Questi sono solo piccoli pezzi molto generici perché non voglio condividere pezzi troppo personali di chi mi ha dato fiducia nel mandarmi le proprie riflessioni.

Sono però orgogliosa di chi sta facendo con costanza questo percorso e sono felice di vedere che ognuno lo sta portando avanti a proprio modo.


La cosa che ci unisce è la forza di esplorare le nostre immagini interiori e la capacità di riflettere con amore sui nostri fallimenti e le nostre conquiste.


La creatività è una dimensione non competitiva.


Quello che però posso fare, è condividere quello che sta emergendo dalle cose che i partecipanti mi stanno scrivendo.

In particolare, la difficoltà ad accettarsi per quello che si è, coi propri limiti e la proprie capacità.


Mi avete parlato di alcune invidie per gli altri che "fanno le cose con facilità" o della difficoltà personale a fare le cose, auto-boiccotandovi, per la paura di essere giudicati.


Ecco, fondamentale!

Una delle cose su cui ho lavorato in questo anno e mezzo di vita, specialmente da quando ho deciso che avrei utilizzato questo blog per parlare di tutti i temi che mi stanno a cuore legati a doppio giro con la fotografia di ritratto ovvero:


  • empowerment;

  • percezione della tua immagine personale;

  • servire le persone e i clienti con amore;

  • seguire i miei sogni e supportarti a trovare la tua voce a tua volta;

  • come narrare le proprie storie di vita per essere d'ispirazione e formare community che apprezzino il tuo messaggio...


Dicevo, una delle cose su cui ho lavorato (e continuo a farlo ovviamente) è stato riflettere sulla mia dimensione creativa per rendermi conto che l'invidia e la competizione sono estremi nemici della creatività.


La creatività nasce dal cuore, dalla voce autentica e dalla capacità di auto-sostenere i tuoi sogni.


Credere in te è fondamentale perché ci sarà sempre qualcuno che (s)parla di te, che ti giudica, che avrà qualcosa da dire sul tuo operato e su quello che crei.

Molto spesso soffermarsi su quello che fanno/pensano gli altri crea due grandi strappi nella tua capacità di creare:


  1. l'invidia ti blocca e sprechi la tua giornata a guardare male quelli che stanno facendo qualcosa di buono;

  2. la paura ti paralizza: meglio non fare niente che fare qualcosa per cui verrai giudicata.


Che ti riconosca nel punto 1 o nel 2 o in entrambi (spesso dal punto 2 scaturisce la frustrazione che porta al punto 1), posso dirti che non sei da sola, perché questo è quello che mi state raccontando nelle mail dei vostri giorni creativi.


E non mi stupisce che vi siate iscritte: la vostra voglia di superare questi blocchi e tornare a creare vi sta chiamando!

E sapete cosa?


Tutto quello che volete creare di bello sta dall'altra parte della paura.


Ansie da prestazione, invidie, blocchi, paure del giudizio, incapacità di sostenere il confronto sono tutte cose che limitano la capacità di creare.


Il mio consiglio?

Prova a pensare a come sarebbe bello, provare a buttarti e basta, partendo da piccoli passi consentiti, (ri)partendo da quello che sai fare meglio e costruendo da lì piano piano.

Potrà non piacere a qualcuno. Va bene, lasciali parlare.


Potrà piacere a qualcun altro. Lì è dove stanno il tuo cuore e la tua vera voce.


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A settimana prossima!








Uno dei più bei discorsi su questo tema l'ho sentito fare da Will Smith in questo breve racconto: "The other side of fear".


L'attore narra, in maniera davvero divertente e illuminante, di quella volta che si è trovato ad andare a fare paracadutismo a Dubai...

Se guardi questo video, fammi sapere cosa ne pensi.


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