I sogni notturni come risorsa


onirico ritratto di ragazza con barca tra i capelli

Dopo aver letto il blog post di lunedì scorso, la mia amica Attilia, che è una eccellente ricercatrice accademica, mi ha fatto una richiesta e mi ha esortata a scrivere un nuovo post lanciandomi questa sua suggestione: "Personalmente, penso che i sogni notturni siano una risorsa incredibile. I miei problemi teorici si sono spesso risolti o dissolti proprio in quello spazio".

Un'altra mia amica, Iryna, PhD anche lei, sempre in questi giorni ma per un motivo diverso su LinkedIN mi ha fatto quest'altra domanda: "Fede, tu - come una creativa - credi nel potenziale creativo di ogni persona? C’è qualcuno che si scoraggia ad applicare il Design Thinking perché «è solo per i creativi»."

Accolgo volentieri l'invito di Attilia e Iryna di approfondire questo argomento perché da tempo curo questo filone di ricerca a mia volta come Counselor e trovo che l'ipotesi secondo cui i sogni notturni supportino la capacità di sbrogliare alcune situazioni sia reale, oltre che affascinante.

Ritengo anche che lasciarsi cullare dai sogni sia un modo per amplificare il proprio potenziale creativo.

Cosa che possono fare tutti, anche tu.

Faccio quindi una piccola premessa: come fotografa oltre che lavorare con le immagini, credo nelle immagini.

I sogni sono immagini interiori di cui spesso non siamo consapevoli perché ci limitiamo a vedere quelle che ci appaiono davanti in maniera chiara e inequivocabile durante il giorno.

Esplorare lo spazio notturno diventa più complesso e a volte fa anche un po' paura perché ci mette davanti a uno spazio ignoto.

L'arte, come la pratica introspettiva (a mio parere anche una esperienza di ritratto posato con qualcuno di cui ti fidi è esercizio di introspezione), ti aiuta a iniziare a esplorare queste tue immagini interiori per evocare memorie non del tutto coscienti tramite associazioni, suggestioni e analogie.

In questo processo mentale e emotivo, quello che fa la differenza è la volontà di lasciarti andare alla nuova prospettiva di farti supportare dalle immagini interiori date dal sogno notturno.

Per esempio, nel caso del problema di Iryna quando si trova a proporre il metodo Design Thinking in azienda e le viene obiettato che potrebbe non funzionare perché è un metodo che aiuta solo "i creativi", a mio parere lei ha davanti lo specifico ostacolo epistemologico che deriva dal fatto che sta chiedendo al suo cliente di lasciare andare la parte logica (in azienda, nella vita, quando poco ce lo concediamo?) per iniziare a pensare lateralmente, come accade quando proponi di immaginare qualcosa che ancora non esiste.

La persona deve concedersi quindi di entrare in una zona grigia imprevedibile, complessa e ignota... Difficile in questa nostra società così legata alla performance.

Quello che mi affascina dei sogni è, invece, proprio la possibilità che offrono di stare anche “sulla soglia” tra dentro e fuori, tra giorno e notte, tra sonno e veglia, tra distinto e indistinto.

Ritengo che sia in quel campo umbratile che avviene l’evoluzione delle forze che, tramite l’esperienza del sogno, del ricordo e del successivo racconto o trascrizione del sogno stesso (ulteriore trasposizione di quel reale lì e allora), amplificano la capacità individuale di trasformare stimoli interni in qualcosa di pensabile, comprensibile e condivisibile.