• Federica Nardese

Non si racconta NarrAbility 2014

Aggiornato il: 24 nov 2019


Sto andando nella direzione sbagliata.

il convegno è a 3 fermate di metropolitana da me ma qualcosa “di testa” mi ha portata lontano.

sto andando distante, dove mi perdo, dove non c’è quello che cerco.

sto andando via, dalla verde alla gialla, mi rendo conto… che sono andata nella direzione sbagliata.

La pancia

mi dice che devo tornare indietro.

allora mi alzo, scendo, corro giù dalle scale, tiro le borse, mi cade l’ombrello… sono sempre la solita - in ritardo.

ma il ritardo anche quello è nella mia testa… inizio a dirmi “quando arrivo arrivo!”

sì perché quando arrivo, arrivo significa anche mettere un punto, darsi tregua.

dire - pausa - mi serve un momento senza tempo.

Ecco che arriva NarrAbility.

Un convegno sulle competenze della narrazione e sulla narrazione delle competenze è la mia pausa.

Pausa dal mondo, pausa dal cellulare, pausa dai pensieri

pensieri

pensieri

pensieri

entro in un teatro, palcoscenico, non c’è rete (rete, salta, non c’è rete - non c’è neanche il wi-fi) BAM!

Ecco che già solo trovami lì seduta in una comoda sedia di velluto rosso un po’ liso, un po’ attempato è la mia pausa.

Quante persone avrà tenuto sedute quella sedia, quanti tessuti avrà accolto… gonne, pantaloni, calze, abiti da sera, abiti che hai comprato al mercatino dell’usato.

Quel posto è tutto una storia, ancora prima di entrare sai che a Teatro tutto può succedere. Sai che a Teatro tutto accade.

E così accade che quando meno te l’aspetti una voce femminile inizia a raccontarti qualcosa… e sei improvvisamente quella bambina alla quale la nonna racconta una storia. Ti prende per mano, all’inizio, e non sei lei ma lo diventi a poco a poco, a mano a mano che sai che lei sarà te per tutto quel viaggio. Per tutto quel tempo senza tempo.

E poi parole, musica, racconti, animali, natura, radici, la terra, la paura, la fragilità e la malinconia di sapere che tra poco sta per finire. Sono malinconica perché so che mi tocca tornare sulla terra, uscire da quel bozzolo di idee, di pensieri, di spunti, di provocazioni, di cose facili e di cose difficili da capire.

E poi come si fa?

Non sarò più come quando, la stessa mattina, mi sono registrata.

Non si racconta NarrAbility.

Sarebbe come svelare un segreto sussurrato all’orecchio da una bambina che profuma di ingenuità.

Sarebbe come rompere quella “non innocente innocenza” che hai quando sei piccolo - il segreto che ti accompagna non è tanto nel dire cosa in quel “lì e allora” è successo…

Il segreto che poi ti accompagna, e che non puoi né vuoi svelare, è quello che sta in quello spazio vuoto - in quel qualcosa che “non è successo”.

Proprio come in quel momento di pausa tra le note che rende la musica... arte.

“The notes I handle no better than many pianists. But the pauses between the notes—ah, that is where the art resides.”

--Arthur Schnabel, pianist

Se ti è piaciuto il mio racconto, lasciami un commento o scrivimi per saperne di più sulle potenzialità del racconto e del racconto immaginale.

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